Il cielo e le stelline

Pubblicato su Sciare, 15 marzo 2021

Ai Mondiali è andata bene, ma poteva andare meglio? È andata bene perché le emozioni ci sono state tutte: medaglie da leggenda come quella di De Aliprandini toccano nel profondo e valgono l’intero medagliere austriaco e svizzero messi assieme. Forse poteva andare meglio, perché si poteva vincere tutto con le nostre super atlete.

Sotto l’aspetto dei risultati, un Mondiale, gara secca, è un affare di dettagli. Basta un nulla, anche un pensiero storto, per non raccogliere quanto si merita. In un Mondiale tutto è calcolato nei minimi particolari e, spesso, i conti tornano con assoluta esattezza.

Uno studio condotto da un’università americana ha comparato i colori delle divise e la loro influenza sui risultati. È stato osservato che nelle gare olimpiche di pugilato chi indossava i mutandoni rossi ha vinto il doppio rispetto a chi indossava mutandoni di colore blu o di un altro colore. Altri studi neurocognitivi hanno evidenziato che il colore rosso stimola la competizione, facendo aumentare le prestazioni, mentre il colore blu influenza la creatività e le emozioni.

Ai Mondiali noi eravamo vestiti con una bellissima tuta celeste cielo con il logo dei Mondiali italiani a pois che sembravano stelline. Gli Austriaci e gli Svizzeri, del solito rosso e bianco dei loro patri vessilli. Loro hanno vinto, dominando il medagliere mondiale, noi, un po’ meno, ma noi, come il cielo stellato, abbiamo fatto emozionare, lasciando un ricordo indelebile del Mondiale italiano. Non poteva, davvero, andare meglio!

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