La rivincita è più bella della vittoria

Pubblicato su Sciare – gennaio 2008

Se, faccio un esempio, Michelone Phelps con l’ottava medaglia d’oro al collo, record dei record nella più che millenaria storia olimpica, rivolge, ancora mezzo bagnato dall’acqua dell’ultimo trionfo, un pensierino al suo, oscuro, insignificante, qualunque, professore d’inglese della provincia americana che gli aveva predetto che lui nella vita non avrebbe fatto nulla di buono; se, cambio genere ma non esempio, Thomas Mann e Hermann Hesse hanno scritto, ciascuno a modo proprio, libri colti e sapienziali, perché al liceo, pare che abbiano ricevuto più di qualche colpo basso; se Srinivasa Ramanujan, uno tra i massimi matematici del XX secolo, finalmente approdato a Cambridge non vide l’ora di poter pubblicare i suoi lavori per sbandierare il suo successo davanti a coloro che nelle scuole pubbliche di Madras non hanno saputo giudicare il suo valore, e così facendo, renderli infelici come hanno reso infelice lui, mi pare di poter dire che la rivincita sia più bella della vittoria, anche se non tutti la pensano così. Lo scrittore americano Leavitt, riflettendo sul desiderio di pubblicazione di Ramanujan, arriva alla conclusione di dire che “nessun essere umano, per quanto spiritualmente evoluto, è privo di vanità”. Altri invece considerano la rivincita gemella della vendetta e la attribuiscono alle persone rancorose che vivono nell’attesa di infliggere a loro volta il male. Fare da giovane il muratore, entrando e uscendo dalle squadre giovanili austriache e poi diventare il secondo sciatore più vincente della storia, come è capitato a Hermann Maier, oppure partire dalla pianura e diventare Alberto Tomba, non è semplicemente aver vinto. Gli esordi difficili creano l’epos. Che è qualcosa di più di una storia di vittorie. E’ la volontà umana che lotta contro gli imbecilli che pontificano sul futuro altrui; è la volontà umana che si ribella alle cose che non vanno per il verso giusto fin dall’inizio. E’ il talento di credere in se stessi nonostante tutto e tutti; è il talento di tenere duro fino all’ultima goccia di sangue. Chi non lo capisce, crede nel successo veloce che si vede solo in televisione, dove le storie epiche non hanno avuto mai spazio. Se nella vittoria è il campione che vince, nella rivincita a vincere è l’uomo.

torna alla lista articoli


Leave a Reply